Praedia di Iulia Felix

Sviluppato dal centro di realtà virtuale del laboratorio SMART, il progetto in Realtà Virtuale dei Praedia di Iulia Felix si pone come scopo la creazione di un sistema applicabile anche su altri contesti, ed in primo luogo sugli altri ambienti del complesso pompeiano che, nei prossimi anni, sarà oggetto di un complessivo riesame storico-artistico ed archeologico. Il caso di studio in questione, del resto, è stato scelto proprio per l’ampia e variegata gamma di dati e problematiche che esso comporta per quanto riguarda lo stato di conservazione, la ricostruzione dell’originario sviluppo verticale dell’ambiente, la decorazione pittorica parietale e scultorea, la storia della ricerca, le possibili future acquisizioni (in archivio e sul campo).

Subito dopo la loro scoperta le pitture furono catalogate e staccate in modo approssimativo per essere trasferite nel nascente Museo di Portici. Oggi, i frammenti sono invece distribuiti su pareti diverse di due distinte sezioni del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Pertanto, come spesso avviene nel caso delle pitture pompeiane (e non solo), attualmente il problema principale nello studio di questo straordinario documento resta quello di restituire unitarietà ai frammenti e di recuperare il legame tra fregio e contesto. Inoltre, al momento è decisamente arduo anche il semplice tentativo di procedere ad un’ipotetica ricostruzione dell’originaria sequenza secondo la quale i frammenti si distribuivano sulle pareti dell’atrio.

Tale situazione, ovviamente, ha drammatiche ricadute sulla visualizzazione del fregio e sulla sua lettura storica. Si è dunque operato nel tentativo di risolvere tale questione con un nuovo strumento di ricerca in grado di aiutare gli archeologi a proporre una nuova ricostruzione 3D dell’originario aspetto dell’atrium: operando direttamente all’interno dell’ambiente virtuale e modificando dinamicamente la ricostruzione delle pitture.